Amore e autopsie

Il giorno della mia prima autopsia, il primario di anatomia patologica mi disse "se devi eseguirla, assicurati di farne molte altre dopo la prima, altrimenti ti rimarrà in testa per tutta la vita". Questa è la frase che mi capita di ricordare quando finisce una storia d'amore. Inizialmente mi dispero, penso che non mi innamorerò mai più, che nessuna mi amerà mai allo stesso modo, poi mi ricordo che tutto questo è già successo almeno altre dieci volte e mi rassereno. 
Un giorno che ero disperato per amore, andai a riferirlo al mio Maestro che mi rispose "passerà". Qualche tempo dopo, superata la tristezza e divenuto felice, tornai orgogliosamente a raccontarlo al mio Maestro che mi rispose "passerà".

Nei tuoi occhi

Perché distogli lo sguardo?

E se mi perdo?

Dammi la mano, perdiamoci insieme

L'ultima sigaretta


Quest'anno ho fumato molto
per evitare di chiamarti
ho acceso una sigaretta
ogni volta che ti ho immaginata
Poi un giorno sovrappensiero
qualcuno mi ha chiesto
non fumi più?
Mi spiace, sai, d'aver smesso
così d'improvviso
senza salutarti
Ho deciso per cui
di dedicarti
l'ultima sigaretta

Passato e futuro

Oggi, durante la sorveglianza nei corridoi del liceo, sono passato accanto allo stesso banco dal quale, 25 anni prima, un giovane me stesso cercò di copiare il compito di matematica.
E mentre il passato e il futuro si incontravano ho pensato: "che salame, chissà cosa combinerà da grande".

Ti auguro


Ti auguro di provare tutto
e di uscirne indenne,
anche la paura di morire,
che vale la pena a volte
partire avvantaggiati
Ti auguro di perdere il controllo
e ritrovarti innamorata
Di scivolare un attimo 
mentre ti sporgi
Ti auguro di cercare disperatamente
di non sentire più 
tutto questo sentire,
ma senza riuscirci
Di gridare a squarciagola
ma non essere ascoltata
e poi essere ascoltata
troppo tardi
Ti auguro di piangere
finché tutto l'abisso di dolore
che hai scavato
ora sia pieno
di te

La resa

Abbiamo imparato che la rabbia non attenua il dolore, non lo vendica, non lo cura. 
Abbiamo anche imparato che il dolore, col tempo, scompare.
Adesso impariamo a vivere senza rabbia.
Sarà molto più di quanto nessun uomo abbia fatto.

Lucidità

Dio ti prego
salva le persone che mi vogliono bene
da me.

...

le domande sospese

il non dire
il tacere
accudire il mistero

la carezza amorevole dei propri segreti

liberi dalla parola
lasciarsi guardare

Sul perchè "desiderare" e "dare valore" sono due azioni diverse

Prendete una meravigliosa tavola imbandita con le migliori prelibatezze al centro di una stanza e lasciate che un uomo e un maiale affamati vi si avvicinino. Certamente vedrete entrambi iniziare a mangiare.
Si dovrebbe dedurne che il maiale ha lo stesso gusto raffinato dell'uomo?
Adesso prendete la stessa stanza e ponetevi al centro due tavole imbandite, a diversa distanza dai commensali. Nella più vicina cibo ordinario e nella più lontana le prelibatezze.
Chi sceglierà la tavola più facile da raggiungere?

una cosa

Che è successo? hai degli occhi terribili.

L'ho fatto.

Cosa?

L'ho umiliato, gli ho mentito, l'ho offeso. Ho scopato persino con un altro e gliel'ho detto.

E lui?

Lui era triste, confuso, ha pianto.

E poi?

Poi me ne sono andata. Ho pianto anche io all'inizio e poi non ho sentito più niente.

Meglio così, no? Dammi retta, era la cosa più giusta da fare, l'ho fatto anche io una volta e si sta subito meglio.

Non so, c'è qualcosa di strano. Adesso sono tranquilla, serena, ma non riesco a ritrovare quella cosa.

Quale cosa?

C'era una cosa prima, io lo so, solo che adesso non la trovo. Avevo questa cosa insopportabile di cui non potevo fare a meno.

E se era insopportabile allora perché la tenevi? Almeno ricordi com'era fatta?

Avrà avuto che ne so la forma di una pietra. O forse era un anello. Però mi ricordo che lui una volta mi disse con grande serietà: "Vedi questa cosa? ognuno di noi ne ha una. Nessuno te la può dare e nessuno, tranne te, può togliertela". 

Ma che fesserie sono queste? Per carità, non ricordo di aver mai avuto cose che nessuno potesse darmi. Comunque tornando seri, dopo che hai fatto?

Niente ti ripeto, me ne sono andata. E lui mi fissava.

Come ti fissava?

Si, è strano. Mi guardava con gli stessi occhi di prima. Gli stessi occhi intensi di sempre, solo un po diversi, sembrava che, come dire, mi compatissero. E poi ricordo che aveva una cosa, lì, tra le mani, ma non riuscivo a riconoscerla. Però la proteggeva.

L'autodeterminazione ai tempi di instagram

Al di la delle mia personale sensibilità religiosa di cui qui non discuto, sono in un certo senso "meccanicista" e ritengo che l'uomo possa essere considerato una macchina. Una meravigliosa macchina biologica. Spesso mi capita di pensare che non ci sia bisogno di chiamare in causa un'anima trascendentale per dare a questa stupenda macchina una dignità. Non c'è bisogno nemmeno di credere che sia perfetta poichè, nei fatti, non lo è. Basta ricordare due cose.
La prima è che ogni sistema complesso ha delle proprietà emergenti non deducibili dalla semplice somma delle sue parti. Ciò indica che, considerati nella nostra totalità, possediamo un valore che va ben oltre quello espresso dalla somma dei valori delle singole parti e pertanto vendersi a pezzi sarebbe antieconomico.
La seconda è che sebbene un'automobile sia da considerarsi una macchina alla stregua di un'aspirapolvere, non ci sogneremmo mai di usare la prima al posto della seconda.
Adesso un memorandum: abbiamo un corpo formato da circa 40.000 miliardi di cellule e circa cento miliardi di neuroni, tramite i quali abbiamo sviluppato sensazioni, emozioni, sentimenti, creatività, ingegno.
Date queste premesse a volte mi chiedo se non ci sia bisogno di rivedere un po il concetto di autodeterminazione.
E di riflettere un attimo prima di postare le tette su instagram.

Sono tornata

avevo bisogno di fuggire, piangere, difendermi da te
così impegnato a cercare verità che
nessuno avrebbe compreso

ma adesso sono tornata
ti prenderò per mano e
ascolteremo insieme la musica
sdraiati sul letto
sapendo che un oceano ci divide
e un abbraccio
ci unisce

essere umani

Conosco persone che credono di essere forti, perchè non soffrono.
E sebbene le loro parole dicano il contrario, nulla le coinvolge davvero.
Conosco persone che credono di essere deboli perchè soffrono.
E sebbene le loro parole dicano il contrario, tutto le emoziona.
un pesce nuota
un uccello vola
un uomo sente
io non mi preoccuperei troppo di essere forte
quanto invece
di essere umano

Ribellione e autenticità

Leggevo con curiosità un articolo nel quale veniva descritta un'anziana signora fiera di aver vissuto la propria vita in maniera ribelle.
E allora ripenso alla mia adolescenza costellata di piccole fughe da casa, alla prima sigaretta, ai "no" detti ai miei genitori e ad alcune scelte che, a volte, mi hanno persino penalizzato. Penso ai miei studenti, ai loro piercing, i tatuaggi, gli abiti in "controtendenza", il rifiuto di alcuni di loro di salutare e sedersi quando entro in classe.

Sapersi ribellare ai vincoli degli stereotipi e delle repressioni culturali è una bella cosa, ma la ribellione di per se nasconde anche un tranello insidioso.
La ribellione è un atto oppositivo, dove il proprio agire dipende dall'agire di qualcun altro. E' quindi un agire di conseguenza, un re-agire, il cui significato etimologico è "agire contro".
Messa in questi termini si capisce come la ribellione non sia necessariamente un atto creativo, nè un frutto che matura nella propria interiorità.
"Agire" significa anche "condurre" e "spingere", ovvero essere noi stessi il fulcro del nostro movimento e, a volte, persino del movimento degli altri.

Per cui, per assurdo, alle volte si è più autentici facendo quello che fanno tutti gli altri, con la consapevolezza delle ragioni del proprio agire, piuttosto che "distinguersi" ad ogni costo senza aver indagato a fondo i nostri desideri più autentici.
Per assurdo, la ribellione a volte assomiglia più ad una "schiavitù del contrario" per realizzare la quale si rinuncia a se stessi.

D'altra parte come diceva qualcuno con una battuta: "Si diventa adulti quando si fa ciò che è giusto nonostante ce lo abbiano consigliato i nostri genitori".

Felicità e Folding Funnel

Tutti siamo alla ricerca della felicità nei modi e luoghi più impensati. E a volte ci sembra così impossibile da raggiungere che alcuni decidono di desistere. Questa ricerca che ci accomuna tutti me ne ha ricordata un'altra, ovvero la ricerca della conformazione finale di una proteina, ritenuta impossibile secondo i principi della probabilità (paradosso di Levinthal).
Come fa allora una proteina a sfidare l'impossibile?
Secondo l'ipotesi del "folding funnel" essa percorre una sorta di "paesaggio energetico" alla ricerca della sua vera natura, attraversando fasi di stabilità intermedie. Se si fermasse in una di queste fasi però, ne resterebbe intrappolata. E allora la proteina, ogni tanto, deve darsi un piccolo scossone e accettare cambiamenti che la portano lontano da quella stabilità incompleta, per ricominciare ad intraprendere il proprio viaggio verso la meta finale.

La ricerca della felicità è una sorta di "trial and error", un metodo per tentativi ed errori. Quello che le proteine possono insegnarci è che non bisogna arrendersi neanche di fronte all'impossibile e che a volte bisogna allontanarsi da una comoda insoddisfazione, se pur a costo di una breve instabilità, per raggiungere la propria realizzazione finale.


Addii

Nella solitudine
si scrivono gli addii.
dove vanno a morire gli amori?
vorrei stringerli tra le braccia e consolarli.
erano maestosi, unici
erano violenti, ossessivi
erano più di quanto si potesse sopportare.
lasciatemi sognare un luogo dove
ciò che siamo stati insieme
sia finalmente felice.

Sentimenti parte I


"Il mondo è cambiato.
E la colpa è mia."

Non potevo immaginare quello che sarebbe successo. Come scienziato, avevo dedicato la mia vita allo studio delle emozioni, alle modalità attraverso cui le relazioni modificavano lo stato emotivo dei miei pazienti. Ero così affascinato dalle mie scoperte da spingermi a immaginare un futuro in cui fosse possibile persino vedere i sentimenti. Quale sarà il colore e la forma dell'amore, mi dicevo, e che meraviglia se potessimo vederlo!
Iniziai a lavorare al mio nuovo progetto quando in ambito scientifico si scoprirono nel dettaglio le aree e gli agglomerati di neuroni che si attivavano in risposta alle emozioni. Le tecniche di neuroimaging avevano compiuto grandi avanzamenti tecnologici e iniziai a pensare che gli impulsi elettrici potevano essere captati da strumentazioni non direttamente collegate al cervello. Con una equipe di colleghi, tra neurofisologi e ingegneri biomedici, progettammo uno strumento in grado di rilevare i segnali elettrici del cervello e rielaborarli attraverso forme e colori dalla corteccia visiva. I risultati che riuscimmo ad ottenere furono inaspettati.
Per darvi la dimensione dell'importanza della mia scoperta voglio proporvi una similitudine. Immaginate di venire privati della vista. Potreste muovervi a tentoni nel mondo circostante e sicuramente incontrereste degli ostacoli. Potreste toccare gli oggetti con le mani, ascoltarne i suoni senza vederli. Uno degli ostacoli maggiori sarebbe rappresentato dal rischio di sbattere contro gli oggetti e farvi male. Immaginate in queste condizioni di percorrere una strada affollata di persone e veicoli. Rischiereste di restare continuamente vittime di urti a volte persino dolorosi, senza l'idea di come evitarli. Forse col tempo affinereste l'udito e potreste proteggervi acquistando persino una corazza o tendendo costantemente le mani in avanti, ma questo renderebbe di sicuro meno piacevoli e agili i movimenti.
Pensateci bene, non è forse questo che facciamo nelle nostre relazioni? Senza conoscere i sentimenti, ci muoviamo a tentoni, falliamo di continuo e siamo esposti a grandi sofferenze. A volte restiamo feriti così profondamente da ergere corazze emotive che ci proteggano dagli altri e che finiscono con il limitarci e in alcuni casi precludono persino la possibilità di provare nuove emozioni.
Adesso immaginate un mondo in cui i sentimenti delle altre persone diventino visibili. Potremmo osservare l'amore, l'affetto, l'odio, e le reali passioni sottese alle manipolazioni, i ricatti morali, le minacce, le insinuazioni. Pensate se potessimo vedere ciò che si prova nella più profonda intimità fuoriuscire come oggetti fisici dalle altre persone. Potremmo senza più paura andare incontro ad un abbraccio amorevole e sincero o allontanarci invece dalle persone false o superficiali, che ci dichiarano un amore che in realtà nasconde adulazione, possessività, risentimento, menzogna.

Non sarebbe meraviglioso?

Ero così convinto della bontà di queste mie speculazioni che inventai uno strumento capace di cambiare il modo in cui ogni persona è in grado di vedere le altre.
Ero così certo della bontà della mia visione da non riuscire a comprendere le profonde ragioni che la alimentavano.
Paradossalmente, se avessi avuto il mio strumento disponibile per osservare i miei sentimenti nell'atto della sua creazione, avrei rinunciato.

Riassunto

Oggi, mentre le donne si riappropriano dell'autonomia, gli uomini entrano in crisi vedendo minacciato il proprio potere (fatevi raccontare dalle riviste di psicologia come scappano di fronte alle donne intelligenti. A proposito, tu che vanti di essere tanto corteggiata, fatti due domande).
In questa fase storica persino molte donne faticano ad abbandonare i vecchi stereotipi, continuando in alcuni casi ad identificarsi con la classica principessa da salvare (giochiamo a fare le subordinate di uomini che non valgono niente, così poi abbiamo qualcosa di cui lamentarci o sentirci superiori) mentre in altri addirittura si appropriano degli stereotipi maschili, divenendo delle brutte copie della loro controparte (fatevi un giro fuori dai locali la sera).
Questa fase storica è molto importante anche per gli uomini che hanno finalmente l'opportunità di riappropriarsi di una umanità che gli era stata negata dal ruolo sociale, per ricostruire una forza che non derivi dal mero esercizio del potere, ma dall'espressione dei sentimenti, dell'affettività e l'accudimento (se sei gentile e affettuoso devi per forza essere gay, giusto?).
Ecco che i ruoli si fanno meno definiti, in alcuni casi si scambiano, diventano fluidi, più vicini alle reali identità e molteplicità dell'essere umano (riconoscimento di diritti civili e unioni omosessuali).
Ed ecco che i fondamentalisti vanno in crisi perché, abituati a farsi guidare da modelli esterni, non hanno mai avuto l'opportunità di generarne di autentici e vedono una crisalide morente dove altri scorgono la nascita di una farfalla (la famiglia tradizionale non si tocca! sorvolando sui divorzi e le violenze domestiche, i tradimenti, i traumi infantili etc.).

Imbecillità e senescenza

Umberto Eco: "Internet dà diritto di parola a legioni di imbecilli" "Auspico un ritorno al cartaceo".

Gli studiosi oggi tendono ad essere concordi sull'impossibilità di definire univocamente l'intelligenza. Si ritiene ne esistano almeno sette tipi diversi e sicuramente quella più interessante è relativa alla capacità di adattarsi al cambiamento, di comprendere il proprio tempo e saperlo vivere.
Se esistono sette tipi di intelligenza esistono anche sette modi di essere stupidi e uno di questi è evidente in certe dichiarazioni.
Chi non sa più orientarsi nel mondo in cui vive è bene che vada ad abitarne altri.

mi dispiacerà un giorno

Guardando le nostre foto
e quanto eravamo felici
mi dispiacerà un giorno
non le menzogne
o se mi hai tradito
ma ciò che di bello potevo dire
e non ho detto

ho deciso per cui di tornare a occuparmi
di chi vorrei essere io
invece di ciò che vorrei
fossi tu.